ROMA - Gli interessi economici dei titolari delle sale giochi non possono prevalere su quelli di tutela della salute pubblica: è quanto si legge nelle tre sentenze del Tar Sardegna che ha bocciato i ricorsi di cinque società contro i limiti orari per le sale giochi e le slot machine previsti dal regolamento comunale di Sassari. A giugno 2017 un’ordinanza del sindaco ha fissato gli orari di apertura delle sale dalle 10 alle 13 e dalle 18 all’1 del giorno successivo, mentre per le slot installate in esercizi “generalisti” come bar e tabaccherie il funzionamento è consentito dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23. Secondo i giudici amministrativi, «non vi sono i presupposti per considerare “sproporzionata”» l’ordinanza del sindaco. «Non è infatti illogico ipotizzare che una diminuzione della “offerta di gioco” possa contribuire alla complessiva contrazione» della ludopatia. «La libertà di iniziativa economica - ricorda il Tar - trova limite, per espressa previsione della Carta costituzionale, nel divieto di arrecare pregiudizio all'utilità sociale ovvero alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umane». Per gli stessi motivi il Collegio ha bocciato anche il ricorso di un tabaccaio contro il regolamento di Alghero: anche in questo caso le disposizioni prevedono limiti orari (l’attività è consentita dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20), e almeno 300 metri di distanza tra sale e apparecchi da gioco da luoghi sensibili come scuole e chiese. LL/Agipro
Giochi, Tar Sardegna respinge ricorsi contro limiti orari di Sassari e Alghero: “Misure proporzionate”