ROMA - I limiti orari stabiliti dal Comune di Torino per sale e apparecchi da gioco sono legittimi e giustificati “dall’intento dell’amministrazione di disincentivare l’utilizzo continuativo e prolungato degli apparecchi da gioco”. Il Tar Piemonte dà l’ok definitivo all’ordinanza firmata dalla sindaca Chiara Appendino lo scorso ottobre, che prevede otto ore al giorno di attività per slot e vlt (dalle 14.00 alle 18.00 e dalle 20.00 alle 24.00). “La crescita del fenomeno della ludopatia ha riguardato anche l’ambito della Regione Piemonte”, scrivono i giudici ricordando i dati alla base del provvedimento, tratti “dal Bollettino OED Osservatorio Epidemiologico delle dipendenze della Regione Piemonte” del 2015. Nelle sentenze che respingono i ricorsi delle società Allstar, Hbg, Casinò delle Alpi, Euroslot e di un gruppo di esercenti, la Seconda sezione spiega che la norma non ha vizi di “disparità di trattamento”: i limiti orari riguardano solo gli apparecchi da gioco perché il regolamento “non ha fatto altro che dare puntuale applicazione alla legge regionale piemontese” del 2016 che ha previsto tali limiti con specifico riferimento agli apparecchi. Per di più, continuano i giudici, “la giurisprudenza amministrativa ha avuto modo più volte di affermare la più elevata pericolosità, ai fini del rischio di determinare forme di dipendenza patologica, di slot e vlt”. Tesi che viene supportata dalle fonti scientifiche citate dal Tar, come lo studio "Dipendenze Comportamentali/Gioco d'azzardo patologico” curato dal Ministero della Salute e l’indagine condotta dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa. LL/Agipro