ROMA - E’ legittimo disporre la chiusura di una sala giochi troppo vicina ai luoghi sensibili indicati dalla legge regionale: è quanto ha ribadito il Tribunale amministrativo del Piemonte, che con una sentenza ha legittimato le misure adottate dal Comune di Alessandria.
La sala aveva ottenuto l’autorizzazione di polizia il 14 giugno del 2016, mentre l’entrata in vigore della legge regionale risale al 20 maggio, ricordano i giudici: il locale si trova a una distanza inferiore ai 500 metri previsti dai luoghi sensibili, in questo caso “luoghi di culto e bancomat”. In ogni caso la norma regionale “si muove su un piano distinto” rispetto alla licenza di polizia, “non mira a contrastare i fenomeni criminosi e le turbative dell’ordine pubblico”, ma a prevenire le “conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli”. Respinto dunque il ricorso, visto che la legge si limita a valutare “tutti gli interessi in gioco, senza inibire l’attività ma imponendovi modalità di esercizio maggiormente compatibili con altri valori costituzionali, quali la salute”.
RED/Agipro