ROMA - La tassa da 500 milioni su slot e videolotteries torna davanti al Tar Lazio. Stamattina, di fronte ai giudici della Seconda sezione, è in programma l'udienza pubblica dei ricorsi presentati a inizio anno contro la prima rata da 200 milioni, e respinti nelle ordinanze di aprile. Oltre alla discussione nel merito, i concessionari discuteranno una nuova istanza con cui chiederanno di bloccare il pagamento della seconda tranche da 300 milioni di euro, in scadenza a fine mese. Le società ricorrenti ribadiranno che la norma va bloccata perché modifica i rapporti contrattuali tra gli operatori e l’amministrazione, non ha i requisiti di proporzionalità ed è stata applicata in maniera retroattiva. All’appuntamento saranno presenti anche diverse società di gestori e l’associazione Sapar. L’obiettivo è quello di convincere il Collegio a rinviare alla Corte costituzionale il provvedimento e di sospendere la sua efficacia.

La prima udienza pubblica sulla tassa si è svolta a inizio luglio. Venti giorni dopo, con una serie di ordinanze, il Tar ha chiesto l'integrazione della documentazione sui ricorsi, ritenendo indispensabile un approfondimento della questione. In particolare, ai concessionari è stato richiesto il deposito dei conti economici degli ultimi due anni (2013 e 2014), per capire come la tassa incida sul margine di redditività, mentre i Monopoli hanno consegnato una dettagliata relazione per capire come le modifiche legislative abbiano inciso sui bilanci delle società: dai dati dell'Amministrazione è emerso che la tassa ha un'incidenza di poco superiore all'11% sul margine di redditività degli operatori, che nel 2014 è stato di 4,4 miliardi (889,2 milioni per i concessionari, 3,5 miliardi per gestori ed esercenti) su una raccolta di 46,7 miliardi. LL/Agipro