ROMA - Una condanna penale non è di per sé sufficiente a cancellare un soggetto dall'elenco dei gestori di slot e vlt. E' quanto ha stabilito il Tar Lazio in una sentenza che annulla il provvedimento dell'Agenzia Dogane e Monopoli contro una società a cui era stata notificata la cancellazione dall'elenco a causa di una condanna penale del 2004 (per gioco d'azzardo abusivo) e di un decreto penale del 2013 per il mancato pagamento di ritenute previdenziali. I giudici della Seconda sezione hanno ricordato che secondo le disposizioni di legge "ai fini dell’iscrizione in detto elenco è necessaria l’insussistenza, negli ultimi 5 anni, di misure cautelari, provvedimenti di rinvio a giudizio, condanne con sentenza passata in giudicato o applicazioni della pena". La condanna in questione risale al 2004, dunque "non è in alcun modo riconducibile" alle cause che potrebbero impedire l'inclusione nell'elenco. Per quanto riguarda il mancato pagamento delle ritenute, la società ha provveduto al loro versamento prima dell'avvio del procedimento penale. Inoltre, la comunicazione del decreto non è mai arrivata alla società e dunque secondo i giudici è esclusa "la volontarietà della dichiarazione non veritiera" nelle procedure di autocertificazione. LL/Agipro