ROMA - La gestione di Global Starnet non era «interamente in mano pubblica» quando l’Agenzia Dogane e Monopoli ha disposto la decadenza della concessione. È quanto si legge nella sentenza del Tar Lazio che ha confermato il provvedimento adottato dall’Amministrazione a marzo 2017, dichiarando «infondato» il ricorso della società di giochi. Il «sequestro preventivo per equivalente» già in atto al momento dell’adozione della decadenza - in seguito all’operazione “Rouge et noir” di fine 2016  - «riguardava unicamente le quote azionarie e i conti correnti», mentre il sequestro penale sull’intera società è arrivato solo nove mesi dopo, a dicembre 2017, con la nomina di due amministratori giudiziari. La decadenza della concessione può dunque essere disposta anche se «temporaneamente, lo stesso concessionario non sia in condizione di arrecare ulteriore pregiudizio all’interesse pubblico, in dipendenza di provvedimenti assunti dal giudice penale o da autorità amministrative». LL/Agipro