ROMA - Le procedure di mobilità per 86 dei 102 dipendenti del Comune di Campione sono sospese fino al prossimo novembre, in attesa della decisione di merito del Tar Lazio. È quanto ha stabilito il tribunale amministrativo sul ricorso presentato dai lavoratori contro il provvedimento dell’enclave, che lo scorso agosto aveva stabilito l’avvio della procedura di licenziamento. La delibera era stata disposta sulla base decreto del Ministero dell’Interno del 10 aprile 2017, che pure è stato impugnato. La norma in questione prevede che i comuni in stato di dissesto abbiano soltanto un dipendente ogni 150 abitanti, senza eccezioni: la quota di dipendenti comunali che spetta a Campione d’Italia sarebbe quindi di 16 persone. Il Tar Lazio, con l'ordinanza pubblicata oggi, ha però accordato la sospensione temporanea del provvedimento, «in ragione sia della peculiarità della condizione del Comune di Campione d’Italia, che del consistente numero di dipendenti che per effetto della delibera impugnata risulterebbero in eccedenza». I giudici ritengono quindi «sussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare», in attesa dell'udienza di merito - fissata il 19 novembre - dove verrà approfondita la questione. Nella stessa direzione, scrive il Tar, va anche quanto disposto dal decreto fiscale 2018, che tra le misure per il rilancio di Campione d’Italia, ha previsto «la nomina di un Commissario straordinario al fine di elaborare un programma di risanamento del gestore della casa da gioco del citato Comune», oppure di individuare un «nuovo soggetto giuridico per la gestione della casa da gioco». LL/Agipro
Campione d’Italia, Tar Lazio sospende licenziamenti dei dipendenti comunali