ROMA - Nuovo capitolo al Tar Lazio contro la sanatoria per i centri scommesse non autorizzati prevista dalla legge di stabilità. La società Betfin, che già lo scorso anno si era rivolta ai giudici amministrativi, chiederà alla Seconda sezione, nell’udienza di mercoledì 20, di annullare anche la procedura 2016 e di rinviare gli atti alla Corte di Giustizia Europea e alla Corte Costituzionale. Betfin - rappresentata dall’avvocato Cino Benelli - denuncia la presunta dei principi costituzionali ed europei sui contratti pubblici, sui condoni, sulla parità di trattamento sul piano fiscale, nonché la contraddizione con le esigenze di ordine e sicurezza pubblica. La società spiega che si è proceduto a “un affidamento diretto (senza gara) di concessione di servizi in favore dei soli operatori illegali e irregolari” e che il via libera ai bookmaker sanati autorizza un’attività “in totale carenza dei presupposti previsti”. Il condono violerebbe i principi della Corte Costituzionale sui condoni: “Gli atti e provvedimenti impugnati, oltre a creare manifeste disparità di trattamento sul piano fiscale” non sono “giustificati da situazioni straordinarie ed eccezionali né da motivi imperativi di interesse generale”. Nel ricorso viene sottolineato inoltre che ai “players irregolari” è consentito operare “sin dal momento della presentazione della domanda di regolarizzazione, accompagnata dalla semplice autocertificazione sul possesso dei requisiti di moralità”. Secondo Betfin, ci si trova in presenza di “amnistia condizionata” o “mascherata”, che permetterà ai bookmaker che hanno aderito di partecipare al prossimo bando di gara per le scommesse “pur avendo agito in maniera del tutto illegale quantomeno fino al 1° gennaio 2016”; in questo modo “viene alterato il gioco della concorrenza nel mercato delle scommesse”. LL/Agipro