ROMA - Forti dubbi anche sul criterio di spartizione dei 500 milioni tra i diversi concessionari, basato sul numero di apparecchi "di proprietà" al 31 dicembre 2014: "Un vero e proprio scollamento tra l'imposizione prevista dalla Legge e l'effettiva raccolta introitata dagli apparecchi: per il solo fatto di trovarsi nella disponibilità materiale di un certo numero di apparecchi da gioco alla data del 31 dicembre 2014", e senza distinzione tra slot e videolotteries "i concessionari e gli operatori di filiera sono obbligati a versare allo Stato una somma determinata in misura fissa", in contrasto con i principi di ragionevolezza e proporzionalità. I gestori lamentano inoltre la mancanza di criteri di ripartizione tra concessionari e operatori di filiera, giudicando troppo incerta e vaga la rinegoziazione dei contratti prevista dalla legge. L'addizionale, inoltre, sarebbe contraria anche alla normativa antitrust, in quanto interessa una specifica parte del settore (slot e vlt), lasciando un indubbio vantaggio competitivo a tutti gli altri giochi e in particolare ai bookmaker non autorizzati, a cui è stata concessa una sanatoria sempre dalla legge di stabilità. (fine) LL/Agipro
Legge di stabilità, i gestori al Tar contro la tassa da 500 milioni: “Violati principi costituzionali e comunitari” (2)