ROMA - Tutti i negozi sono assimilabili a sale da gioco se offrono un servizio di raccolta scommesse e devono rispettare la distanza minima (500 metri) dai luoghi sensibili. È quanto ha stabilito il Tar Emilia Romagna che conferma lo stop dell'attività legata al gioco disposta a maggio dal Comune di Sassuolo per una cartoleria del posto, troppo vicina a spazi "off limits". Nell'ordinanza pubblicata oggi i giudici ricordano che in una circolare del 2015 la Regione «ha equiparato alle sale da gioco tutte le attività commerciali destinate alla raccolta di scommesse». In questo caso, dunque, è irrilevante «il contestuale esercizio nella stessa sede dell’attività di vendita al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio» e risulta «certamente prevalente» l'interesse pubblico rispetto a quello economico della società che gestisce la cartoleria. Il rischio di danni economici, concludono i giudici, avrebbe potuto essere evitato «mediante reimpiego dei dipendenti assunti in altra attività lecita nei medesimi locali, essendo a conoscenza già da un anno dell’impossibilità di svolgervi l’attività di raccolta scommesse». LL/Agipro
Tar Emilia: "Cartolerie come le sale da gioco: se offrono scommesse, obbligate a rispettare il 'distanziometro'"