ROMA - Cinque ordinanze del Tar Bolzano potrebbero riaprire la partita sul “distanziometro” per le sale giochi. Il Tribunale amministrativo altoatesino ha accolto la domanda cautelare di alcuni esercenti - fissando il merito al prossimo novembre - contro la norma contenuta nella legge provinciale che stabilisce una distanza minima di 300 metri dai luoghi sensibili, anche per gli esercizi già in attività prima dell’entrata in vigore della legge. “C’è una novità rispetto al passato - spiegano i legali dei ricorrenti - negli ultimi casi abbiamo sostenuto che l’applicazione ‘retroattiva’ dei parametri sulla distanza porta a una stortura. Dalle perizie effettuate viene dimostrato che si determina un effetto espulsivo delle attività legate al gioco, perché di fatto non esiste alcun luogo urbanizzato compatibile con questi limiti”. Argomentazioni che il Collegio ha ritenuto valide: “Non può escludersi la fondatezza del ricorso”, si legge nelle ordinanze che annullano provvisoriamente i provvedimenti di decadenza delle concessioni. “Una decisione di accoglimento definitiva - precisano i legali - non potrà prescindere dalla rimessione della norma alla Corte Costituzionale”. LL/Agipro