ROMA - Svenska Spel, operatore statale del gioco in Svezia, ha respinto le accuse di aver ridimensionato il proprio impegno sul gioco responsabile, dopo che il quotidiano svedese Aftonbladet aveva ipotizzato che potesse essere messo in secondo piano davanti ai profitti, anche alla luce dei risultati record registrati durante il Mondiale di Calcio 2026.
Le critiche, rilanciate anche dall'Associazione nazionale svedese contro la dipendenza dal gioco, sostengono che le ambizioni commerciali della società stiano progressivamente prevalendo sugli obiettivi di tutela dei consumatori, anche in considerazione dell'intensa presenza pubblicitaria durante il torneo.
A respingere le accuse, riporta Sbc News, è stata Annika Hjalm, responsabile del gioco responsabile e dell'antiriciclaggio di Svenska Spel, che ha definito "non corretta" la ricostruzione. Al contrario, ha spiegato, l'azienda avrebbe rafforzato le proprie politiche di tutela, basando gli interventi su analisi scientifiche e sull'identificazione precoce dei comportamenti a rischio. Hjalm ha inoltre ricordato che Svenska Spel applica quelli che definisce i limiti di deposito più restrittivi del mercato svedese
DVA/Agipro
Foto Credits Johan Fredriksson CC BY-SA 3.
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