ROMA - Decreto di sequestro annullato e restituzione dei beni per un centro scommesse Stanleybet in Friuli-Venezia Giulia. Il Tribunale del Riesame di Pordenone, si legge in una nota del bookmaker, “si è adeguato alla regola di diritto imposta dalla Cassazione” relativa ai principi disposti dalla Corte di Giustizia Ue sul caso Laezza e la cessione gratuita della rete a fine concessione, prevista dal bando Monti del 2012. La Terza sezione penale della Suprema Corte aveva annullato con la sentenza di metà settembre l’ordinanza di sequestro emessa dal Tribunale. I giudici di Pordenone hanno dunque emesso una nuova pronuncia: “Il tema devoluto dalla Cassazione alla cognizione del tribunale del riesame in sede di rinvio, consiste nel verificare la concreta proporzionalità della restrizione avuto riguardo all’obiettivo perseguito di scoraggiare l’attività illegale di raccolta delle scommesse; il Pubblico Ministero non ha addotto alcun elemento economico e di mercato, neppure sommario o indiziario, che conduca ad affermare la proporzionalità della restrizione nel caso concreto; l’omessa indicazione anche solo sommaria della proporzionalità della restrizione comporta di per sé e allo stato l’insussistenza del fumus del reato per il quale è indagato. Consegue l’accoglimento del riesame e l’annullamento del provvedimento impugnato con conseguente restituzione dei beni appresi in esecuzione di esso all’avente diritto”. Sullo stesso punto, ricorda Stanley, “si erano espressi con varie motivazioni, ma sempre a favore di Stanley e dei suoi CTD, anche i Tribunali di Bologna, Trieste, Bari, Trapani, Catania, Rieti, Palermo, Prato, Torre Annunziata, Lecce, Brindisi, Cagliari”. RED/Agipro