ROMA - Nel pacchetto giochi all’esame del Governo potrebbe essere inserito anche un inasprimento delle pene per chi gestisce giochi e scommesse illegali. Ne parliamo con Giovanni Garrisi, Ceo di Stanleybet.
È una misura che condivide? O il mercato ha bisogno di un riordino complessivo (Stanley compresa), in prima battuta?
«Gli operatori illeciti sono stati finalmente contrastati con successo dalle brave Procure italiane, prima fra tutte quella di Reggio Calabria. Bisogna evitare che in futuro ci siano operatori che, sulla base delle reali discriminazioni subite da Stanley, riescono a suggestionare i Tribunali italiani in relazione a inesistenti discriminazioni subite. Adesso, ristabilito l’ordine sul territorio, è importante che le forze dell’ordine non abbassino la guardia e che le Procure, che hanno acquisito conoscenze e competenze nel corso delle recenti operazioni, proseguano la loro azione. Inasprimento delle pene? Sì, sono d’accordo. Tenendo bene in mente, però, che se una legge viene sistematicamente disapplicata dalle Corti Italiane per contrarietà al diritto dell’Unione, come è il caso della legge 401 quando viene contestata ai centri Stanley, quella legge continuerà ad essere disapplicata anche se prevede pene maggiori. Piuttosto che un riordino, penserei ad una presa d’atto che l’esperienza del sistema concessorio, inspiegabilmente prorogato da quasi 3 anni, possa considerarsi conclusa e sia più opportuno passare ad un sistema autorizzatorio».
NT/Agipro