ROMA – Le ipotesi di passare a un prelievo fiscale sulle slot machine tassando il 60% del margine – cioè al netto delle vincite pagate – non mette in pericolo soltanto la sopravvivenza dei gestori e degli esercenti, ma è un rischio anche per l’erario, con le stime dei tecnici ministeriali che potrebbero essere smentite in maniera clamorosa: è quanto sottolinea l’associazione Astro, che ha calcolato nuovamente gli effetti di una tassazione sul margine. Secondo Astro una nuova tassazione sul margine permetterebbe la sopravvivenza solo delle slot più performanti e con una soglia di giocate superiore ai 300 euro al giorno, stimate in circa un terzo di quelle attualmente installate in Italia: a conti fatti, però, il parco macchine calerebbe da 360 a 120 mila, l’erario incasserebbe solo 1,2 miliardi, con un buco 2,5 miliardi rispetto 3,7 ipotizzati.

Le smentite delle ipotesi di innalzamento della pressione fiscale da parte di esponenti del Governo, sono comunque “un sollievo in quanto ogni inasprimento della pressione fiscale sugli apparecchi è destinato inevitabilmente a produrre effetti devastanti per la tenuta industriale (e quindi erariale) del comparto”, si legge in una nota dell’associazione. Già l’attuale tassazione si è rivelata “troppo gravosa per sostenere la legge di stabilità 2014”, ogni ipotesi di incrementare gli incassi erariali – secondo Astro – non può che passare da un abbassamento delle percentuali di vincita per i giocatori.

“L’apparecchio da gioco lecito non può reggere a nessun aggravio fiscale – conclude la nota di Astro -mentre la storia recente sui 500 milioni ha dimostrato come esista una filiera responsabile che può sopportare una decurtazione di ricavi, se sostenuta da norme chiare che distribuiscano i pesi in proporzione alle redditività specifiche di tutti i soggetti e dei singoli prodotti di gioco pubblico”.

PG/Agipro