ROMA - Esonerare piccoli club, teatri di quartiere e centri culturali dal pagamento dell'imposta sugli intrattenimenti - prevista dalla proposta di legge di Matteo Orfini (PD) sul sostegno alla cultura e allo spettacolo, il cui esame sarà avviato oggi in Commissione Cultura alla Camera - "esonera dal pagamento di un'imposta determinati soggetti" ed è quindi è "suscettibile di produrre oneri per la finanza pubblica, pertanto richiederebbe una opportuna copertura finanziaria". Lo scrivono i tecnici del Servizio Studi della camera nel dossier che accompagna il provvedimento. L'articolo 7 della proposta, ricordano i tecnici del Servizio Studi della Camera, "riconosce delle agevolazioni fiscali ai soggetti che hanno ottenuto le qualifiche di live club, di piccolo teatro di prossimità e di quartiere o di centro culturale ibrido di prossimità" che non sarebbero quindi "assoggettati all'imposta sugli intrattenimenti", che attualmente si applica agli introiti ottenuti nell'esercizio di alcune attività, tra cui "l'utilizzazione dei biliardini e di qualsiasi tipo di apparecchio e congegno a gettone, a moneta o a scheda, da divertimento o intrattenimento, installati nei luoghi pubblici (8%), l'ingresso nelle sale da gioco e scommesse (60%) e l'esercizio del gioco nelle case da gioco (10%)".
MSC/Agipro

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