ROMA - Le ordinanze comunali che limitano gli orari di funzionamento delle slot machine «non solo sono inutili per tutelari i malati di gioco d’azzardo patologico, ma risultano dannose, come dimostrano i dati relativi ai territori dove sono state già applicate». E’ quanto dichiara ad Agipronews Lorenzo Verona, consigliere di Astro e responsabile per le questioni territoriali, commentando i provvedimenti adottati a Cremona e Cesena: il sindaco del capoluogo lombardo ha ratificato il regolamento approvato a febbraio dal Consiglio comunale, che oltre alle distanze minime di 500 metri dai luoghi sensibili impone un massimo di otto ore per l’accensione delle macchine, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23, stesso limite complessivo nella città romagnola, ma con possibilità di lasciare le slot operative dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 23.

«Limitare il gioco legale con provvedimenti del genere - spiega Verona - non fa altro che far spostare la domanda verso prodotti più aggressivi o addirittura fuori legge. Gli esempi sono chiari e arrivano da Bolzano, dalla Lombardia e dalla Liguria, dove l’illegalità aumenta insieme ai soggetti presi in cura».

Secondo Verona serve invece un approccio «speriamo che le amministrazioni comunali riflettano sulla materia, ragionando meno di pancia e più di testa. Ormai si fanno passare i limiti al gioco legale come la soluzione per ridurre il gioco d’azzardo. Questo non è vero e i dati lo dimostrano, ma se non ci saranno cambi di rotta siamo pronti agire per tutelare le aziende, la legalità e la salute pubblica anche in tribunale».

PG/Agipro