ROMA - Il gestore slot che si appropria dell'importo raccolto su incarico del concessionario commette il reato di peculato. È quanto ha stabilito il Tribunale penale di Genova, che con la sentenza emessa giovedì ha condannato un gestore per non aver versato il prelievo erariale unico. Una decisione «particolarmente importante», spiega l'avvocato Claudio Urciuoli. «Il Tribunale ha confermato che tale condotta costituisce delitto di peculato - continua - analizzando e superando tra l’altro un recente, ma isolato e criticato, orientamento contrario della Cassazione». Ad aprile 2018 i giudici supremi avevano stabilito che il gestore che si appropria degli importi senza truccare gli apparecchi commette una violazione di tipo tributario, ma non il reato di peculato. «Una decisione sorprendente, visto che fino a quel momento l'appropriazione di somme dovute allo Stato era stata considerata peculato. L'interpretazione è poi stata smentita da altre sentenze di merito, anche se il punto non è mai tornato all'attenzione della Cassazione», spiega ancora Urciuoli, che ha portato davanti al giudice ligure il caso sollevato da Snaitech. «Con la decisione di ieri, infine, il Tribunale di Genova ha disatteso completamente la sentenza dei giudici supremi: il gestore, quindi, è un incaricato di pubblico servizio che, nell'esercizio della sua attività, commette il reato di peculato se non riversa le somme dovute», conclude. LL/Agipro