ROMA - Il Tar Veneto conferma il "taglio" di slot machine in una sala giochi di Mestre: il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dalla società titolare del locale, a cui il Comune di Venezia ha imposto di dismettere sei apparecchi da gioco in eccesso. Il provvedimento era stato preso in base al Regolamento Edilizio entrato in vigore a giugno 2016, che vietava la nuova installazione di slot a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole e chiese. Un divieto «implicitamente ribadito» dal regolamento sui giochi approvato a dicembre 2016. Dai controlli effettuati dai Monopoli e dalla polizia municipale è emerso che alla data dell'entrata in vigore del regolamento edilizio «presso la sala VLT gestita dalla ricorrente erano presenti 7 apparecchi»; a settembre 2017 «in vigenza sia del Regolamento Edilizio che del Regolamento in materia dei giochi, gli apparecchi installati erano divenuti 43». Infine, a ottobre 2018, «in vigenza del Regolamento in materia dei giochi, gli apparecchi per il gioco installati presso l’esercizio della ricorrente erano pari a 13». Per il Tar il Comune ha «correttamente cristallizzato» alla data di giugno 2016 il numero degli apparecchi massimi consentiti nella sala in questione, in quanto a tale data risultavano installati sette apparecchi ed era già operativo il Regolamento Edilizio, che vietava la nuova collocazione di apparecchi a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Norma che, appunto, non è mai stata abrogata ed è stata implicitamente ribadita dal regolamento sui giochi. La società ricorrente, conclude il Tar, ha «installato un numero di apparecchi per il gioco superiore a quello autorizzato» e ora deve tornare al numero di slot (sette) presenti nel locale all'entrata in vigore del Regolamento Edilizio. LL/Agipro