ROMA - "La liberalizzazione delle attività commerciali e la libertà d’impresa non sono illimitate, ma possono essere conformate per tutelare valori costituzionali fondamentali quali la dignità e la salute della persona umana". Con questa motivazione il Tar Piemonte ha respinto il ricorso del titolare di una sala slot contro il regolamento del Comune di Chivasso, in provincia di Torino, con il quale sono disciplinati gli orari di funzionamento degli apparecchi. Nell'ordinanza della Seconda sezione si sottolinea che il provvedimento comunale "non incide direttamente "sulla individuazione ed installazione dei giochi leciti, ma su un fattore (quale l’apertura in una determinata fascia oraria) che potrebbe indurre al gioco un pubblico costituito da soggetti psicologicamente più vulnerabili". Il Sindaco è dunque autorizzato a disciplinare gli orari "per esigenza della salute" e della quiete pubblica. "Il pregiudizio di natura prettamente economico lamentato dal ricorrente  - concludono i giudici - recede rispetto all’interesse pubblico perseguito dall’amministrazione comunale". FP/Agipro