ROMA - Il mancato pagamento delle imposte giustifica la cancellazione di una società dall’elenco operatori slot. Lo conferma il Tar Lazio nella sentenza che respinge il ricorso presentato dal titolare di un bar di Roma, al cui interno sono installati apparecchi da gioco, eliminato dalla lista dei Monopoli per un errore nella richiesta di iscrizione. In fase di rinnovo, il ricorrente ha presentato i documenti che autocertificavano i requisiti da possedere, ma non ha versato la quietanza di 150 euro prevista dalla legge. Una mancanza che, per i giudici, legittima il provvedimento dell’Amministrazione, perché fa venir meno uno degli obblighi richiesti per il rinnovo dell’iscrizione: «I requisiti prescritti dal regolamento devono essere posseduti all’atto di presentazione dell’istanza, al fine di consentire all’Amministrazione, nella fase successiva, una completa e certa verifica in ordine alla sussistenza degli stessi». In questo caso, la mancanza di un prerogativa necessaria (il versamento dei 150 euro) comporta la «decadenza dei benefici». LL/Agipro
Slot, Tar Lazio: imposte non pagate, sì a cancellazione dall’elenco operatori