ROMA - Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha confermato la rimozione delle slot machine da un bar di Pordenone: il Comune aveva imposto al titolare la rimozione degli apparecchi sulla base della legge regionale del 2014 contro la ludopatia, che prevede almeno 500 metri di distanza tra le slot e luoghi sensibili come scuole, chiese, impianti sportivi e luoghi di aggregazione giovanile. Secondo i giudici - che hanno confermato il provvedimento bocciando il ricorso del titolare - la norma sul “distanziometro” rientra nei provvedimenti contro il gioco compulsivo legittimati più volte dalla Corte di Giustizia Ue e dal Parlamento europeo; in Italia l’ok è arrivato dalla Corte Costituzionale, ma soprattutto dall’intesa tra Stato ed enti locali siglata lo scorso settembre, che prevede «forme maggiori di tutela» da parte di Regioni e Province contro il rischio di ludopatia. Nel caso presente, si legge nella sentenza del Tar, il titolare del bar «non mette mai in discussione la distanza che, in concreto, ha portato all’emissione del provvedimento impugnato», ovvero che il locale dista poco più di 100 metri da una scuola elementare. Gli apparecchi sono dunque stati installati «in palese contrasto con le norme di legge regionale».
Non regge nemmeno la tesi sostenuta dal titolare secondo cui le slot erano già in funzione prima dell’entrata in vigore della legge. Gli apparecchi “vecchi” sono però stati sostituiti con quelli di una nuova società dopo l’ok definitivo alla legge: si tratta dunque di una nuova installazione, e come tale non consentita. LL/Agipro