ROMA - Secondo la Corte di Giustizia Europea i nuovi e più stringenti requisiti richiesti in Italia ai concessionari delle slot con la legge di stabilità del 2011 non sono in conflitto con la normativa europea, ma solo se rispettano alcune condizioni. È quanto si legge nella sentenza della CGE, emessa a dicembre dello scorso anno, che oggi è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Europea.
Secondo la Corte di Giustizia «una legge nazionale» come quella in questione «è compatibile con il diritto dell’Unione», purché «sia giustificata da obiettivi costituenti motivi imperativi d’interesse generale» e «imponga, per raggiungere tali obiettivi, il minor sacrificio possibile dei diritti dei concessionari». La sentenza stabilisce inoltre che le «nuove condizioni imposte ai concessionari esistenti costituiscono un ostacolo alle libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi nella misura in cui possono limitare i ritorni sugli investimenti. Si tratta, quindi, di stabilire se dette limitazioni siano giustificate da motivi imperativi d’interesse generale e se siano proporzionate rispetto ad essa: aspetti, questi, che, come detto, il giudice nazionale dovrà verificare». Spetterà ai giudici nazionali valutare il sussistere di tali condizioni. Il caso partì dalla concessionaria Global Starnet, che nel 2011 aveva impugnato al Tar Lazio il decreto con cui erano stati introdotti i nuovi requisiti (validi anche per i concessionari già operanti) nonché il bando di gara collegato.

RED/Agipro