ROMA - «Le misure emanate dalla Regione Piemonte, e verso cui sono orientate altre Regioni, rappresentano l’introduzione di un regime proibizionista: non si va verso misure correttive delle criticità, ma verso un modello che, di fatto, restituisce il settore» all'illegalità. Lo scrive il direttore del Centro studi AS.TRO, Armando Iaccarino. «Il giusto approccio di fronte a qualsiasi tematica sociale è conoscere il fenomeno e governarlo. Per conoscere il fenomeno sono indispensabili i dati e le informazioni che il lavoro fatto negli ultimi quindici anni ha messo a disposizione, in un flusso ormai costante. Espellere il gioco vuol dire prosciugare la fonte di queste informazioni», continua. Inoltre, «gli anni trascorsi hanno visto crescere una classe di operatori del gioco, legittimamente autorizzati, che ha fatto della legalità e della correttezza le proprie parole d’ordine, contrapponendosi a quelle aree grigie che sperano in un default della regolamentazione. Tornare indietro vuol dire premiare questi ultimi, colpendo chi ha creduto nello sviluppo del settore con piena dignità industriale», conclude.
RED/Agipro