ROMA - E' stata annullata dal Tar Lazio l'interdittiva antimafia nei confronti di Bplus. E' quanto apprende Agipronews da fonti legali. Nella sentenza firmata stamattina, i cui dettagli si conosceranno la prossima settimana, la sezione 1ter ha dunque annullato la seconda informativa datata dicembre 2014 - così come chiedeva il ricorso firmato dallo studio Vinti e Associati - stabilita dall'ex prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. La vicenda era partita nel 2012 dall'inchiesta della procura di Milano sui finanziamenti concessi da Banca Popolare di Milano, ai tempi di Massimo Ponzellini, ad alcuni imprenditori. Un'indagine nella quale era finito anche Francesco Corallo, azionista di riferimento della società. Il suo coinvolgimento aveva portato all'invio dell'informativa da parte del prefetto: un provvedimento a cui hanno fatto seguito il commissariamento della società e la creazione di un blind trust. Dalla prefettura di Roma è poi arrivata una seconda informativa, cinque mesi fa, e su cui oggi si sono espressi i giudici amministrativi: sotto accusa c'erano i rapporti contrattuali che legavano Bplus a tredici esercenti con precedenti penali. Nel ricorso, però, è stato spiegato che tali esercenti erano regolarmente iscritti all’albo dei Monopoli di Stato (dunque provvisti di licenza di pubblica sicurezza) ed erano stati contrattualizzati dai commissari che attualmente guidano la società. La società, per questo motivo, ha chiesto l’annullamento della nuova informativa: per i legali, le motivazioni di fondo non sono sufficienti a motivare il provvedimento del Prefetto. LL/Agipro