ROMA - Doveva chiudere a maggio ma un ricorso al Tar - perso - aveva rallentato la procedura. Lunedì ci ha pensato il Comune di Sassuolo (MO) a mettere i sigilli ad una sala scommesse che non rispetta i 500 metri di distanza dai luoghi sensibili. «Gli agenti - commenta il sindaco Gian Francesco Menani - avevano notificato alla proprietà l'ordinanza in cui di intimava la chiusura dei locali, ordinanza per la quale era stato fatto ricorso al Tar che ha dato ragione al Comune. Martedì la sala scommesse era ancora attiva, con all'interno 20 persone di cui 7 impegnate a scommettere». 
RED/Agipro