ROMA - Il Tribunale di Trieste ha annullato la sanzione amministrativa nei confronti del titolare di un centro scommesse, collegato alla società Stanleybet Malta Limited. Come si legge in una nota, l'ufficio ADM del capoluogo friulano aveva accertato la presenza di sei apparecchi da gioco all'interno del locale, nonché lo svolgimento dell'attività di scommesse. Tutti gli apparecchi erano collegati alla rete statale ed erano minuti dei nulla osta richiesti. L'Amministrazione aveva però proceduto all'avvio del procedimento sanzionatorio nei confronti del titolare, che aveva installato gli apparecchi senza l'autorizzazione di polizia.  
L'esercente ha presentato ricorso con l’avvocato Daniela Agnello, che ha evidenziato insieme all'avvocato Carmela Auriemma la discriminazione subita dall’operatore nell’accesso al sistema concessorio italiano e la conseguente illegittimità dell’ordinanza impugnata.
Il Tribunale di Trieste ha statuito che «l’assenza di licenza ex art. 88 TULPS in capo alla società ricorrente è dunque la conseguenza di una normativa incompatibile con il diritto comunitario e, come tale, non può comportare l’applicazione di sanzione in capo alla ricorrente» e aggiunge che «anche con riferimento alla gara Monti, Stanleybet non è stata messa in condizione di partecipare alla gara a causa della discriminazione insita nella normativa italiana».
«Il Tribunale richiama la giurisprudenza dell’Unione Europea e rileva che «la stessa Corte di Giustizia ha dichiarato che non possono essere applicate sanzioni per l’esercizio di un’attività organizzata di raccolta di scommesse senza concessione o senza autorizzazione di polizia nei confronti di persone (…) legate a un operatore, come la Stanley, che era stato escluso dalle gare precedenti in violazione del diritto dell’Unione».
Il Tribunale ha concluso che non vi sono i presupposti per l’applicazione della sanzione, in quanto la normativa italiana viola, rispetto a Stanleybet, il diritto comunitario così come il corrispondente reato penale per il quale il Tribunale di Udine, ha già ritenuto non fondata l’imputazione di esercizio abusivo di gioco ed ha, pertanto, assolto con la formula «il fatto non sussiste».
I Giudici di Trieste e Udine hanno quindi proceduto alla disapplicazione della sanzione penale e all’annullamento della sanzione amministrativa conriconoscimento della legittimità, regolarità e liceità dell’attività Stanleybet.
RED/Agipro

Foto Credits George Hodan CC0 1.0