ROMA - E' in corso in Corte Costituzionale l'udienza pubblica la legittimità dei requisiti - introdotti dalla legge di stabilità 2011 - richiesti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli agli operatori delle slot machine. I giudici amministrativi avevano già parzialmente accolto il ricorso presentato dalla società Bplus e relativo al bando per la gestione delle slot machine, in cui si sottolineava come i nuovi requisiti - che prevedono la verifica dell’intera catena di controllo e il rispetto degli indici di indebitamento fissati dal Ministero dell’Economia - potessero mettere a rischio il diritto acquisito a mantenere la concessione.
Secondo quanto chiesto dal Consiglio di Stato, la Corte dovrà valutare i profili di legittimità, in particolare con riferimento agli articoli 3 (uguaglianza), 41 (iniziativa privata) e 42 (proprietà privata) della Costituzione, «con riferimento alla possibilità per il legislatore di introdurre, a fronte di una posizione “consolidata”», che ha comportato «un esborso non irrilevante di somme di denaro», norme con «nuovi requisiti ed obblighi, tali da poterne pregiudicare la posizione di concessionario». Si dovrà, inoltre, valutare l’incidenza delle norme sulla libertà d’impresa e se la retroattività «incontri un limite nei principi di eguaglianza e di ragionevolezza». Anche per chi ha acquisito la posizione di «concessionario "in prosecuzione"» è possibile la revoca «per sopravvenute ragioni di pubblico interesse», ma in questo caso anche nell’attuale disciplina giuridica è prevista, e deve essere valutata, «la necessità di indennizzo».
FP/Agipro