ROMA - La questione sui nuovi requisiti era stata già parzialmente accolta dal Consiglio di Stato a settembre 2013. I giudici, dopo la sentenza del Tar Lazio, avevano stabilito che Global Starnet poteva continuare gestire le macchine grazie alla vecchia concessione, senza obbligo di partecipazione al bando di gara di quell’anno e dunque senza firmare l’atto aggiuntivo di convenzione per chi era già concessionario, in cui era previsto l’adeguamento ai nuovi requisiti di trasparenza e solidità economica introdotti dalla legge di stabilità 2011.
Palazzo Spada aveva chiesto anche il parere della Corte Costituzionale, per valutare la legittimità della norma, che incideva in maniera retroattiva sui rapporti di concessione: a marzo 2015, la Consulta stabilì che gli interessi pubblici prevalgono su quelli economici delle aziende, dunque le condizioni per operare possono essere inasprite, con l’unico limite della proporzionalità rispetto agli obiettivi da raggiungere. Palazzo Spada era tornato a pronunciarsi sul caso a giugno 2016: la Quarta sezione aveva espresso ancora dubbi sulla legittimità dei nuovi requisiti rinviando il caso alla Corte Ue.
LL/Agipro