ROMA - Il Consiglio di Stato dice no alla richiesta di risarcimento danni per una società di gioco a cui, nel 2005, il Comune di Verbania aveva imposto limitazioni orarie al funzionamento delle slot. Il regolamento comunale era stato annullato dal Tar Piemonte, che però - respingendo la richiesta di risarcimento - aveva spiegato come all’epoca il Comune avesse seguito l’orientamento giurisprudenziale «più rigoroso» in tema di disciplina delle competenze degli enti locali e non poteva essere «addebitabile a colpa dell’amministrazione» un regolamento particolarmente restrittivo. I giudizi di Palazzo Spada hanno confermato la sentenza del Tar piemontese; in più, la società in questione non ha fornito documentazioni concrete «né dell’elemento soggettivo della responsabilità dell’Amministrazione» né del danno sofferto. «La totale carenza della prova», si legge nella sentenza pubblicata oggi, porta a respingere la domanda risarcitoria. «La società non ha comprovato gli incassi dei periodi antecedenti e successivi al periodo cui si riferisce la domanda - concludono i giudici - che costituivano l’unico reale parametro di riferimento». LL/Agipro