ROMA - Il gestore di slot machine che si impossessa dei proventi degli apparecchi di gioco commette il reato di peculato. La Corte di Cassazione ribadisce il principio nella sentenza che conferma la condanna per il titolare di una ditta di noleggio di apparecchi, che aveva omesso di versare al concessionario più di 281mila euro per l'anno 2014, cifra dovuta come parte della tassa da 500 milioni. Il Tribunale di Novara, che aveva condannato il gestore, ha richiamato l'interpretazione delle Sezioni Unite della Corte, che appunto ha valutato come peculato la condotta del gestore o esercente che non versa i proventi di gioco al concessionario, «senza distinzioni tra quote tributarie e suo profitto». In questo caso particolare non risulta rilevante nemmeno il fatto che la tassa da 500 milioni sia stata abolita nel 2016, come stabilito dalla legge di stabilità di quell'anno. «Si tratta - scrive la Corte -  di una nuova formulazione della legge extrapenale, che interviene solo a modulare un obbligo immanente» e non può essere applicato il principio «che impone l'applicazione della legge penale successiva più favorevole». L'abolizione della tassa, invece, «non è norma integratrice della fattispecie penale, in quanto lascia del tutto immutati gli elementi strutturali costitutivi della fattispecie di peculato».
LL/Agipro

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