ROMA - Gli esercenti sono tenuti controllare la regolarità degli apparecchi di gioco e accertare il collegamento alla rete statale. È quanto scrive la Corte di Cassazione nella sentenza che accoglie il ricorso dell'Agenzia Dogane e Monopoli contro la Corte di Appello di Firenze. Il caso risale al 2015, quando in un locale era stato scoperto un apparecchio di gioco non collegato alla rete statale; la sanzione di 4mila euro disposta da Adm nei confronti del gestore era però stata annullata in secondo grado, «sul presupposto dell'inimputabilità della condotta al gestore dell'apparecchio
installato nel pubblico esercizio». La Cassazione conferma in effetti che gestori, installatori ed esercenti «non possono essere chiamati a rispondere» dell'attività di gestione della rete, che spetta al concessionario; tuttavia, «ai fini dell'esclusione della responsabilità amministrativa» è necessario accertare che dal gestore «sia stato fatto tutto il possibile per osservare la legge e che nessun rimprovero possa essergli mosso quanto alle verifiche attestanti l'avvenuta attivazione del collegamento dei dispositivi del singolo apparecchio di gioco alla rete telematica, o l'eventuale distacco successivo». La Corte di Appello, però, «ha contraddetto il principio enunciato, ritenendo di escludere a priori la responsabilità del gestore per la custodia, la verifica e la denuncia di eventuali anomalie» senza accertare «se la sua condotta avesse o meno contribuito alla consumazione dell'infrazione addebitatagli». La sentenza dei giudici di Firenze è stata quindi cassata e il Tribunale dovrà procedere a un nuovo esame della causa. LL/Agipro