ROMA - Arriva un altro sì da parte del Tar Bolzano all’ordinanza del Comune che impone la chiusura dei locali pubblici fino alla rimozione delle slot machine. Lo ha confermato il tribunale amministrativo altoatesino, che ha rigettato il ricorso di un esercente a cui il Comune aveva ordinato la rimozione degli apparecchi, come previsto dalla legge provinciale che ha introdotto distanze minime di 300 metri dai luoghi sensibili. Le disposizioni dell'ordinanza stabiliscono "la rimozione dei giochi leciti entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della notifica", pena la chiusura del locale. I giudici non hanno ritenuto fondate le argomentazioni dell'esercente, secondo il quale la norma provinciale va contro il legittimo affidamento delle slot. "Il legislatore provinciale si è limitato ad esercitare la propria competenza legislativa nella materia sociale della tutela dei minori e nella materia di tutela del territorio", si legge nella sentenza. Per i giudici, l'ordinanza è dunque un adattamento tra l’interesse dei titolari degli apparecchi e quello della tutela delle persone più deboli, "una scelta discrezionale che al Collegio appare del tutto ragionevole. D’altra parte - si legge ancora - senza la rimozione degli apparecchi già installati non potrebbe realizzarsi, in pieno, quella tutela delle persone ritenute maggiormente vulnerabili giudicata legittima dalla Corte Costituzionale". Infondato è anche il presunto contrasto con il principio di libertà di iniziativa economica: il Tar ricorda che "la libertà economica privata non è assoluta" e che spetta al legislatore "il compito di determinare i programmi e i controlli opportuni affinché essa possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". LL/Agipro
Slot, dal Tar Bolzano un altro ok alla norma provinciale sulle distanze