ROMA - «Ai gestori era noto sin dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la norma, che per i relativi locali interessati, si sarebbero dovuti attivare per trovare soluzioni alternative,
lontano dai siti sensibili». Lo ha detto il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi commentando la recente chiusura di alcune sale gioco. «Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno. Le licenze per le quali vengono effettuate le chiusure, in quanto interessate da pronunce del Tar immediatamente esecutive, sono peraltro scadute da più di un anno. I gestori avrebbero perciò potuto, da tempo, trasferire l'attività. In base alla Legge Urbanistica, il terziario in zona produttiva è ammesso senza limitazioni», ha concluso. RED/Agipro
Slot a Bolzano, il sindaco Caramaschi: «Norme chiare, i gestori hanno avuto tempo per adeguarsi»