ROMA - Nel 2014 il valore della produzione industriale complessivamente generato dall'intera filiera del gioco è stato di ben 500 milioni di euro, con quasi 5.000 addetti. È la fotografia che emerge da "L'industry italiana dei giochi pubblici", lo studio di Confindustria Sistema Gioco Italia realizzato da Mag Consulenti Associati. Considerando le diverse aree della filiera, a farla da padrone sono naturalmente i prodotti di gioco, che con 264 milioni rappresentano la fetta più ampia del valore complessivo (il 52,9%). Seguono i terminali, con 215 milioni di produzione (43,1%) e le reti e i sistemi di controllo dei concessionari con 20 milioni (4%). Per quanto riguarda i prodotti di gioco, il valore della produzione risulta concentrato nel settore delle gamong machines, per una percentuale complessiva tra AWP e VLT di 60,3% e un valore di 302 milioni di euro. Segue il settore delle lotteries con 120 milioni (24,1%), i prodotti di gioco online con 51 milioni (10,1%), il betting con 24 milioni (4,8%) e il bingo con 3 milioni (0,6%).
Parlati (SGI): "Awp da remoto, noi siamo pronti alla sfida, ma servono norme certe"
Marino (Mag): "Stop a decreto danneggia industria del gioco"
MAG: «Nel 2014 agli operatori 8,8 miliardi di ricavi netti»
Ughi (Obiettivo 2016): "Senza codice dei giochi impossibile pensare a riduzione dell'offerta"
Distante (Sapar): «Fiducia nelle istituzioni, al settore serve tutela dall'illegalità»
Roma (Censis): "Su settore informazione non equilibrata"
MSC/Agipro