ROMA - Vietare i computer negli esercizi pubblici potrebbe non risultare la misura più efficace per combattere la ludopatia. E’ quanto dichiarato dall’avvocato Marco Ripamonti a seguito della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nella quale si dichiara illegittimo il Decreto Balduzzi del 2012 che si riferiva al divieto assoluto e generalizzato di installazione, presso gli esercizi pubblici, di apparecchiature collegate in rete. “Gli argomenti affrontati dalla difesa si riferiscono a principi giuridici che andavano a stridere con il Decreto Balduzzi - spiega Ripamonti, che ha rappresentato i ricorrenti in Corte Costituzionale. Secondo questi principi la norma risultava inefficace e sproporzionata. Inefficace perché ad esempio chi non ha un computer per giocare può utilizzare il telefono e sproporzionata poiché, stando alla lettera della legge, avremmo dovuto chiudere tutti gli internet point, annullando ogni postazione online pubblica favorendo così una regressione dal punto di vista dei contatti e della libertà di comunicazione”.

In riferimento più specifico al gioco, il legale sottolinea: ”Già nel 2004, la stessa Consulta aveva affermato come il gioco lecito non sia da demonizzare in senso assoluto, poiché esso può essere considerato un momento di svago per il cittadino. È chiaro che la ludopatia è un male, ma non si può pensare di eliminare questo fenomeno abolendo i computer dagli esercizi pubblici”. In riferimento alla protezione delle fasce più vulnerabili, in particolare i minori, Ripamonti dichiara: “Ricordo che per accedere ai portali leciti, occorre essere maggiorenni e dimostrarlo e chi non dispone delle dovute credenziali non può accedere ai portali di gioco lecito. Per quello che riguarda i siti illeciti, invece, rivolgo un plauso ai monopoli di Stato, Adm in sinergia con Sogei, riescono ad oscurare in tempo reale tutti i portali che sono privi di concessione”. In definitiva, conclude Ripamonti, la Consulta “ha invitato il legislatore ad attenzionare la materia, chiarendo, precisando, specificando e delimitando il perimetro di certi divieti”.

FRP/Agipro