ROMA - “La Corte di Giustizia Europea non ha risposto al principale quesito del Consiglio di Stato sulla gara Monti: come rimediare a 15 anni di discriminazioni subite da Stanleybet in Italia”. E’ quanto osserva l’operatore inglese in una nota, commentando la notizia pubblicata da Agipronews sulla trasmissione della sentenza al Parlamento italiano. “Mentre è vero che una gara di durata inferiore alla norma non contrasta con il diritto comunitario – specificano da Liverpool  - vogliamo precisare che non era questo il quesito principale che il Consiglio di Stato aveva inviato alla Corte di Giustizia. Il caso nasceva da un Ctd Stanley che era stato sequestrato perché la Stanley non aveva partecipato alla gara Monti. La Stanley non ha partecipato alla gara Monti per vari motivi, ma certamente il più importante, inviato dal Consiglio di Stato alla Corte Europea, era che la gara non aveva avuto carattere rimediale rispetto alle discriminazioni subite dalla Stanley nei precedenti 15 anni. Come ha risposto la Corte di Giustizia? Non ha risposto. Questa è la vera notizia, non il fatto che una gara di soli 3 anni è legittima”. Intanto, il contenzioso sul territorio continua: “I tribunali penali continuano a dare ragione alla Stanley anche su recenti sequestri che sono stati effettuati dalle autorità in versione "interforze". La Stanley intende reagire contro i membri del comitato di vigilanza – presieduto da Adm – con estrema fermezza, con gli strumenti che gli sono consentiti dall'ordinamento italiano”.
NT/Agipro