Nessuna deregulation dopo la sentenza della Corte Costituzionale di due settimane fa, che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto e generalizzato - previsto dal Decreto Balduzzi del 2012 – di installare, presso gli esercizi pubblici, apparecchiature collegate in rete (in particolare personal computer e totem telematici self service) che consentano ai clienti di accedere alle piattaforme di gioco online. In attesa che il Governo introduca – in tempi brevi - una norma specifica che possa colmare la lacuna legislativa che si è aperta con la sentenza, l’Agenzia delle Dogane – attraverso una circolare inviata agli ispettorati regionali – scende in campo a difesa del settore del gioco legale, condividendo in prima battuta, nell’analisi della sentenza, la necessità di difendere la salute dei giocatori, oltre alla posizione degli operatori che gestiscono le concessioni. Per questo, rimane invariato il divieto assoluto di installare totem e apparecchiature similari destinate in via esclusiva al gioco online tramite sistemi di navigazione preimpostati: gli uffici regionali Adm continueranno a contrastare il fenomeno dell’intermediazione (punito dalla legge 401 del 1989) e le violazioni del divieto generale di gioco d’azzardo stabilito dal codice penale.
In tanti casi, si chiarisce, i tribunali hanno affermato che la presenza di stampanti, ricevute di gioco, palinsesti o schermi rivolti verso l’utenza – anche con doppia tastiera di comando – lasciano ipotizzare l’intermediazione nella raccolta, che continua ad essere vietata. Oltre alle norme in vigore, sottolinea Adm, le convenzioni delle concessioni online vietano la raccolta presso luoghi pubblici con apparecchiature che consentano la partecipazione degli utenti: anche nei contratti previsti dalle procedure in corso, è prevista la decadenza dalla concessione.
NT/Agipro