ROMA – In Commissione Bilancio del Senato, durante la discussione sul disegno di legge di conversione del decreto legge “Recante misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali", è stato dichiarato improponibile (quindi estraneo all'oggetto del provvedimento) un emendamento del senatore di Forza Italia Claudio Lotito, che prevedeva l'abolizione del divieto di “pubblicità indiretta” del gioco, previsto dal Decreto Dignità del 2018.
Stesso esito per due emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle: quello del senatore Marco Croatti puntava alla mancata concessione di “credito d'imposta” a “imprese che investono in campagne pubblicitarie su piattaforme di infotainment che promuovano il gioco, incluse scommesse, casinò online e giochi a premi”; l'altro, presentato dal senatore Mario Turco, proponeva che “i prestatori di gioco” dovessero utilizzare “uno o più conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la società Poste italiane Spa” per “assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata a prevenire infiltrazioni criminali”.
DVA/Agipro
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