ROMA - Il Governo e L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non hanno rispettato i termini per far partire la gara delle concessioni per le scommesse, né quelli per definire le caratteristiche dei punti vendita e la loro concentrazione territoriale: è quanto sottolinea Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, evidenziando che le scadenze “non rispettate o volutamente mal interpretate, risultano utili solo a garantire il rilevante gettito di denaro che lo Stato percepisce dalle imposte sui Giochi Pubblici, circa 9 miliardi di euro”. Una “negligenza che porterà inevitabilmente a un ulteriore contenzioso di natura amministrativa, ma anche legislativa perché riflette argomenti che dovranno essere giudicati dalla Corte di Giustizia Europea - dice ancora Ughi - Rimarrà così aperta la porta agli operatori transfrontalieri che senza alcun contratto e prescrizione con lo Stato Italiano, e quindi fuori dalle prescrizioni degli operatori concessionari, continueranno ad accettare scommesse in forza di discriminazioni già rivendicate e per non aver potuto partecipare, ancora una volta e nei termini di legge, alle gare per l’accesso al mercato regolamentato. Un’altra occasione persa. Ancora uno scempio a danno degli operatori contrattualizzati con lo stato italiano”.
RED/Agipro