ROMA - Il triplo delle slot installate rispetto a quelle richieste, la cessione delle quote societarie a un soggetto condannato per favoreggiamento e «vicino a diverse consorterie mafiose», l’assenza del titolare durante i controlli di polizia: sono i tre motivi con cui il Tar Reggio Calabria, con ordinanza, ha negato al titolare di un centro scommesse lo stop alla revoca della licenza di polizia disposto dalla Questura. Il ricorrente dovrà inoltre pagare 800 euro in spese legali alle Amministrazioni statali.
PG/Agipro