ROMA - La mancata abrogazione della normativa penale che da oltre 15 anni destabilizza il settore senza trovare soluzioni eque, le previsioni tributarie diseguali ed incoerenti, la mancata osservanza degli obblighi internazionali che l'Italia dovrebbe rispettare e il sistema anti concorrenziale che si continua a preservare nel nostro Stato sin dalle prime gare del 2000. Sono alcuni dei motivi contenuti nel ricorso presentato al Tar Lazio dall’avvocato Paolo Mazzoli per conto del bookmaker maltese B2875, in cui si contesta la legittimità del decreto di disciplina della raccolta pubblicato dall’Agenzia delle Dogane lo scorso 15 gennaio, che - secondo l’operatore - non rispetta né le norme nazionali né quelle comunitarie. Sugli aspetti concorrenziali, il legale del gruppo si è avvalso della consulenza di Antonio Catricalà, conosciuta personalità del mondo giuridico che ha ricoperto, tra le altre cose, la carica di presidente dell'Antitrust dal 2005 al 2011, il quale ha confermato nel suo parere i forti dubbi di legittimità della manovra 2015 di ADM. Numerosi Ctd affiliati al bookmaker maltese hanno presentato autonomi ricorsi per contestare gli effetti che tale manovra provocherà sulle reti commerciali delle aziende comunitarie del gambling. NT/Agipro
Condono ctd: book maltese impugna al Tar Lazio il decreto Aams, scende in campo il “big” Catricalà