ROMA – La stagione di Premier League appena terminata è stata l’ultima con la possibilità di presentare sponsorizzazioni legate al gioco sulla parte anteriore della divisa. Dalla prossima, infatti, entra in vigore il divieto volontario su tali accordi, con i loghi degli operatori che potranno comunque essere presenti in altri punti delle maglie, anche se con ricavi minori per i club. Inoltre, tale divieto, come sottolinea Focus Gaming News, riguarda solo la Premier e non la English Football League, considerata più dipendente dai fondi derivanti dalle sponsorizzazioni del gioco.
Sono undici (su un totale di venti) i club che nell’ultimo campionato avevano ancora sponsorizzazioni da gioco sulla parte anteriore della maglia. Ora, tali società devono trovare dei sostituti, e la tendenza è quella di affidarsi a società legate all’intelligenza artificiale e di tecnofinanza. Tra questi undici club rientra, ad esempio, il Crystal Palace, fresco vincitore dell’Europa League, che ha stretto un accordo di sponsorizzazione con Temporal, legata all’IA. Everton e Fulham, invece, starebbero negoziando un accordo con la società di servizi finanziari CMC Markets, l’Aston Villa con Audi e il Bournemouth con Vitality, che è già lo sponsor dello stadio, mentre il Brentford dovrebbe scegliere Indeed, già presente sul kit di allenamento. Ci sono, poi, i casi di Burnley, West Ham e Wolverhampton che, essendo retrocessi, per ora possono mantenere i loro accordi con operatori di gioco.
AB/Agipro
Foto credits Fanny Schertzer CC BY-SA 3.0
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