ROMA - Il Tribunale di Bari ha confermato la confisca di beni per diversi milioni di euro alla famiglia Martiradonna. Il ricorso rigettato, riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, intendeva ribaltare una sentenza - ormai irrevocabile - nel procedimento su un presunto giro di scommesse online illegali. I beni ormai confiscati e diventati proprietà dello Stato - barche, case e gioielli - non torneranno dunque nelle mani della famiglia barese. All’epoca del processo, nel 2019, in quattordici patteggiarono pene tra i tre anni e i 16 mesi di reclusione. Contestualmente ai patteggiamenti, il gip ratificò le confische collegate a diversi reati per un totale di 22 milioni di euro. La Dda di Bari contestava di aver creato, tra il 2009 e il 2018, un sistema transnazionale di scommesse illegali online con il marchio “Bet1128”. Dalle attività investigative era emerso che il gruppo si avvaleva di società di diritto maltese nonché delle cosiddette «skin», società di diritto estero provviste di licenze per operare nel settore dei giochi e delle scommesse rilasciate dalle Antille olandesi e non riconosciute in Italia. Attraverso queste società e utilizzando siti web irregolari, gestivano, senza i prescritti titoli abilitativi, scommesse online con un volume di affari illecito pari a 650 milioni di euro.
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