ROMA - "La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza odierna, ha sancito che le reiterate proroghe delle concessioni e dei diritti rilasciati dalle sanatorie 2015 e 2016 sono in contrasto con i principi comunitari di libertà di stabilimento e prestazione dei servizi, e invita lo Stato Italiano ad emanare finalmente un bando di gara per far cessare queste limitazioni anticomunitarie". È quanto dichiara ad Agipronews l'avvocato Vittorio Palamenghi dopo il provvedimento dei giudici comunicati pubblicato oggi. "Si evidenzia come né le sanatorie 2015 e 2016 possono rientrare nei motivi di interesse generale che giustificherebbero una restrizione dei principi comunitari, essendo state emesse per ragioni erariali e di regolarizzazione fiscale, né soprattutto la circolare del 9 giugno 2016 emessa da ADM e le successive proroghe disposte dalle diverse leggi di stabilità che si fondano unicamente su motivi occupazionali ed erariali. Vorrei condividere questo importante risultato professionale con i colleghi Luzi, Venco, Norcia e Crescenzi, che hanno collaborato con me nel sostenere le ragioni del centro trasmissione dati della compagine sociale austriaca Ulisse gmbh dinanzi la Corte di Giustizia. Soprattutto, vorrei ricordare l’avvocato Pasquale Pittella, con cui insieme abbiamo evidenziato nei diversi Tribunali nazionali, sin dall’emissione della circolare Adm del 9 giugno 2016, l’anticomunitarietà del ricorso reiterato dello strumento della proroga, e con cui vorrei veramente condividere questo importante traguardo".
RED/Agipro
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