ROMA - Emergono nuovi dettagli nella vasta operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina, che ha portato all'arresto di 22 persone per vari reati, fra cui la raccolta non autorizzata di scommesse, riciclaggio e autoriciclaggio. Tra i marchi coinvolti, “Sport365”, “Betsport96” e “Globalwin”.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, il gruppo criminale operava almeno dal 2018, attraverso una suddivisione gerarchica interna ispirata a quella del gioco legale (Master, Promoter, Agente, Agenzia). Ogni responsabile aveva un ruolo ben definito: tra loro, vi erano anche referenti, provider, tecnici informatici, contabili e agenti, molti dei quali usavano nomi di fantasia - come “linoilgabbiano”, “agtoto” e “natale46” - per operare senza essere scoperti. Grazie all'uso di computer dedicati collegati a piattaforme illegali, identificate dall’estensione “.com”, invece di quella la legale “.it”, gli scommettitori venivano indirizzati verso un circuito parallelo, da cui era possibile puntare su qualsiasi tipo di evento sportivo, anche tramite Telegram. Ogni tipo di comunicazione tra affiliato e cliente avveniva attraverso gruppi riservati.
Il sistema garantiva all'organizzazione criminale la raccolta diretta di ingenti somme di denaro in contanti, in cui veniva di fatto evitata ogni forma di tracciabilità. I proventi venivano poi reinvestiti nell'acquisto di beni immobili, in quote societarie o nella creazione di nuovi punti scommesse.
FP/Agipro