ROMA - C'è anche un appuntato dei carabinieri tra le sedici persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di gioco e scommesse, frode sportiva, autoriciclaggio e omesso versamento delle imposte dovute all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E' quanto emerso dalla chiusura delle indagini da parte della Procura di Torino, relativa all'inchiesta sulle scommesse sportive illegali nata dal caso di Nicolò Fagioli.
L'indagine, come riporta l'edizione torinese del Corriere della Sera, ha rivelato l'esistenza di una vera e propria organizzazione che raccoglieva puntate illecite su eventi sportivi tramite piattaforme accessibili solo attraverso link appositamente dedicati. La 'centrale operativa' di questo sistema, nascosta sotto le sembianze di regolare centro scommesse, si trovava a Trofarello, in provincia di Torino.
Per il carabiniere finito tra gli indagati, le accuse sono più gravi: non solo avrebbe partecipato alle scommesse, ma avrebbe anche effettuato un accesso abusivo ai sistemi informatici per cercare di fornire informazioni riservate ai gestori dell’attività clandestina.
FP/Agipro