ROMA - La Direzione Distrettuale Antimafia ha chiesto complessivamente oltre 330 anni di reclusione nei confronti di 27 imputati coinvolti in una vasta inchiesta su un giro di scommesse illegali online in Campania, riconducibile ai clan criminali Licciardi e Russo.
Come riporta Cronache della Campania, il processo di primo grado, attualmente in corso con rito abbreviato davanti al Gup, è entrato nella fase conclusiva con la requisitoria del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, tenutasi nell’aula bunker del carcere di Poggioreale. Secondo l’impianto accusatorio, al centro dell’indagine ci sarebbe una struttura criminale organizzata che avrebbe trasformato il tradizionale controllo del territorio in un sistema economico fondato sul gioco online illegale, su piattaforme estere e su una rete capillare di punti scommesse tra Napoli, Nola e diversi comuni della provincia.
Nell’ordinanza cautelare emergerebbe il quadro di un’organizzazione capace di operare mediante strumenti digitali: server collocati all’estero, piattaforme .com e sistemi informatici pensati per eludere i controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la normativa antiriciclaggio.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il sistema avrebbe consentito la raccolta quotidiana di migliaia di puntate attraverso siti di scommesse con nomi dal richiamo internazionale ma privi di concessione e illegali. Gli inquirenti descrivono una vera e propria struttura “imprenditoriale”, con ruoli definiti per la gestione delle piattaforme, il reclutamento dei punti vendita, il monitoraggio delle giocate e l’assistenza tecnica. Dietro la facciata tecnologica, tuttavia, continuerebbero a emergere i metodi tipici della criminalità organizzata. In un episodio contestato, relativo a un debito di circa 88mila euro legato alle scommesse, il recupero delle somme sarebbe stato affidato a soggetti vicini al clan attraverso pressioni e intimidazioni.
Al termine della requisitoria, la Direzione Distrettuale Antimafia ha quindi formulato richieste di condanna per tutti i 27 imputati.
FRP/Agipro
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