ROMA - Un sistema a più livelli che permetteva tramite software e piattaforme online di evadere le imposte e di riciclare "un'enorme massa di denaro sporco attraverso l'utilizzo di conti gioco intestati a persone compiacenti ovvero inconsapevoli". E' quanto ha scoperto la Direzione Distrettuale Antimafia nel corso delle indagini dell'Operazione Gambling, che hanno portato a 41 arresti e al sequestro di numerose aziende e siti operanti nel settore dei giochi con l'accusa di esercizio abusivo della raccolta di scommesse sull'intero territorio italiano. I vertici dell'organizzazione gestivano i "master", incaricati regionali per la commercializzazione dei prodotti, che facevano riferimento alle "agenzie", collegate agli operatori esteri, in cui i giocatori potevano scommettere o giocare online, spesso con conti gioco fittizi, cioè intestati a soggetti compiacenti e grazie ai quali potevano giocare e incassare in denaro contante, aggirando le norme sul gioco online, che prevedono modalità di identificazione e un utilizzo strettamente personale per le scommesse via internet. I server sui quali venivano piazzate le giocate erano dislocati in stati esteri e le puntate transitavano su siti collegati a bookmaker internazionali privi della concessione dei Monopoli di Stato. La raccolta delle giocate non avveniva quindi «attraverso una transazione on-line in quanto le poste dei giocatori sono state acquisite in contanti o tramite assegni direttamente consegnati al gestore del punto commerciale dislocato sul territorio» si legge nella nota diffusa questa mattina. «Il contratto di gioco e scommessa, perciò, si è perfezionato interamente sul territorio dello Stato ed è stato direttamente gestito dal punto commerciale affiliato all’associazione criminale». Con questo modus operandi, «l’associazione criminale si è sottratta al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse, ottenendo un ingiusto profitto a danno dello Stato Italiano». L’attività investigativa delle forze di polizia - prosegue la nota - ha inoltre «consentito di accertare come non solo alla suddetta rete commerciale abbiano preso parte numerosi rappresentanti delle cosche di ‘ndrangheta operanti sul territorio, ma soprattutto come il metodo mafioso abbia costituito una sistematica modalità attraverso la quale» indurre gli imprenditori impegnati nella gestione di sale e scommesse a distanza «a installare i software o ad attivare i sistemi informatici necessari per connettersi e fare giocare i clienti sui siti» in questione. RED/Agipro
Giochi online, Operazione Gambling: « Evasione fiscale e riciclaggio attraverso software scommesse imposto con modalità mafiose»