ROMA - La Corte di Giustizia Europea, con ordinanza dello scorso 4 aprile, ha rinviato al Tribunale di Salerno i ricorsi di tre titolari di centri collegati con operatori esteri: è quanto si legge in Gazzetta Ufficiale Ue. I provvedimenti estendono ai tre casi gli effetti della sentenza Laezza, con cui si ribadisce l’illegittimità della norma italiana, poi abrogata dal Governo, che prevede la cessione della rete al termine delle concessioni per le scommesse.

La sentenza Laezza ha stabilito che non è conforme ai principi comunitari una norma che impone al concessionario di cedere a titolo non oneroso - alla scadenza della concessione - l’uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e raccolta del gioco, mentre è legittima la previsione di concessioni con una durata inferiore a quelle rilasciate in passato, per consentire un allineamento temporale. Le ordinanze applicano anche a questi altri casi la decisione della Corte, affidando la verifica dei singoli casi ai giudici italiani che avevano inviato la questione in Lussemburgo.

RED/Agipro